Il cane che vola

Di soprannomi a Oliver ne ho dati tanti, a partire da “polpettino”, “frittellino”, “tatino”. Quand’era poco più che cucciolo lo chiamavo “l’elettrone”, per quel moto canino frenetico che impediva letteralmente di determinare la sua posizione nel tempo. Era l’incarnazione del quadro Dinamismo di un cane al guinzaglio di Giacomo Balla.

Poi, con l’inizio della malattia qualche anno fa, si era notevolmente imbolsito, cosicché avevo preso a chiamarlo “cilindretto”, dal momento che la forma affusolata del tronco era divenuta una massa cilindrica uniforme da cui fuoriuscivano quattro zampette scheletriche e una coda mai ferma. Il che gli valeva anche il soprannome di “codinzino”, nonché “cane ridicolo”, per quel suo modo di essere inesorabilmente buffo.

Negli ultimi tempi si era aggiunto un nuovo soprannome: “il cane che vola”. Il suo corpo si era asciugato all’inverosimile e gli arti irrigiditi, tanto che faticava a scendere e salire i due piani di scale per uscire a fare pipì. Per questo scendevo io le scale con lui in braccio. Al momento di risalire, si posizionava ai piedi della rampa e mi guardava con due occhietti supplichevoli, come a dire: “Mi aiuti?” Allora sollevavo il corpicino tutto pelle e ossa e dicevo: “Guarda, Oliver, facciamo il cane che vola!”, e lo trasportavo su fino al secondo piano dandogli l’impressione di volare al di sopra dei gradini per evitargli la fatica di salire; infine, lo posavo delicatamente sulla soglia di casa e lui si dirigeva a piccoli passi incerti verso il cuscino su cui passava ormai tutto il tempo a dormire.

Da oggi Oliver vola per davvero.

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13 risposte a Il cane che vola

  1. francesco scrive:

    Toccante testimonianza.

  2. Nuvola scrive:

    Ora Oliver è con Muso e volano insieme.
    Ti abbraccio..

    N.

  3. claire scrive:

    :*

  4. mastrangelina scrive:

    se fosse stato cucciolino adesso lo potevi chiamare neutrino :)
    un abbraccio Raffa, un altro

  5. visionidistanti scrive:

    Grazie di cuore per l’affetto e le parole gentili. Sapevo di essere a un passo dal dover prendere una decisione dolorosa, invece è stato lui a risparmiarmela, scegliendo da solo il momento. Oliver è stata una delle cose più belle che mi siano capitate. Adesso finalmente sta bene, dovunque sia.

  6. Delia scrive:

    Ho aperto la posta solo oggi….. e alle lacrime mi hai fatto sostituire un sorriso.
    Certo a fondo amaro per il senso di desolata dolcezza con la quale dici ciao ad Oliver.
    Ma pur sempre un sorriso…..
    W Oliver, il cane che vola!

  7. Luisa scrive:

    Sono davvero commossa e hai rievocato in me antichi ricordi tanto dolorosi quanto ricchi. Mi rincresce non aver avuto l’onore di conoscerlo e coccolarlo, ma l’ho fatto grazie ai tuoi racconti ed il tuo modo unico di colorare le prospettive di vita. Oliver me lo porto in vasca, la prima volta che capita che mi diverto tanto tanto e poi ti dico cosa mi ha raccontato.
    Delfina

  8. Mario scrive:

    Mi era molto simpatico.
    Mi spiace veramente.
    Un caro saluto.

  9. Pietro scrive:

    Che parole dolci e quanto affetto.

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