A parlar di bicicletta e vita passata

Distratta da altre cose, mi sono accorta solo oggi con dispiacere che poco tempo fa è morto questo signore. Lui e mio padre si conoscevano dalla gioventù, e ricordo di averlo incontrato qualche volta per strada quando accompagnavo mio padre al suo paese. «Toh, ecco l’Astrua!», diceva papà. Chiacchieravano per un po’, sempre in dialetto, aggiornandosi l’un l’altro sulle proprie vite.
Ci sapeva fare con la bicicletta, questo signore. Quando si congedavano, mio padre non perdeva l’occasione per raccontarmi di tappe, scalate, inseguimenti; io ascoltavo, poi puntualmente dimenticavo e confondevo date e nomi, perché da ragazzina poco e niente m’importava di ciclismo, e se qualcuno mi avesse detto che un giorno percorrere salite con una bici da corsa mi avrebbe dato tanta soddisfazione gli avrei riso in faccia.
Così mi piace pensare che lui e mio padre si siano rivisti da qualche parte, e in una bella giornata come oggi siano seduti a un tavolino all’aperto a parlar di bicicletta e vita passata, forse anche della guerra. Chissà, magari passa di lì anche Coppi e si unisce alla conversazione. Mio padre ne sarebbe contentissimo.

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