Rovesci a carattere temporalesco

Quando piove nel cuore il torrente si ingrossa. Rompe gli argini. Si riversa nel cervello, da lì produce un impulso che senza incontrare sbarramenti lungo i nervi scende ai polpastrelli, si propaga alla tastiera, colpisce lettere spazi virgole punti e scolpisce parole verbi avverbi aggettivi, poi rimbalza tornando ai polpastrelli e devia il suo corso verso il tasto sinistro del mouse, trova una via d’uscita lungo il filo, nel cui stretto canale acquista velocità e si abbatte sul cursore spostandolo inesorabilmente verso il pulsante Invia che cede sotto la pressione dell’onda.
L’onda fa quello che deve fare. Dopo, camminando sopra quel che rimane, si raccolgono come capita lettere sparse e pezzi di parole, grovigli di punti interrogativi, avverbi semisepolti sotto cumuli di virgole. Alcuni sono rotti ma si possono riaggiustare, ripulendoli un po’ torneranno come nuovi. Serviranno magari a costruire altre frasi, a dare corpo a nuovi pensieri, a ricomporsi in quadri meteorologici forse un po’ meno perturbati.

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