La ricetta del gelato

– Mi scusi signorina, lei sa per caso quando passa l’autobus per B.?
– Non ne ho idea. Deve andare a B.?
– È da tanto che aspetto, ma da questa fermata non è passato ancora niente. E questi orari sono appesi così in alto… Lei riesce a leggerli? A che ora passa il prossimo?
– Ha ragione, quasi non arrivo a leggerli nemmeno io. Mi faccia vedere… dunque, qui dice che ne passa uno alle 19:10 ma solo nei giorni feriali, quindi non oggi. Da quel che vedo mi sa che oggi non c’è più nulla.
– Eppure mi avevano assicurato che c’era…
– Forse si sono confusi. Venga con me, le do un passaggio, mi dia pure la borsa della spesa.
– Le pago la benzina!
– Neanche per idea. Solo, se non le dispiace, ho appena fatto la spesa anch’io e vorrei fare una rapida sosta a casa per mettere una cosa in freezer. Abito qui vicino, è lungo la strada.
– Grazie, tesoro. Faccia con comodo, io l’aspetto in auto. Mi dispiace darle questo disturbo!
– Nessun disturbo. E poi uno come fa a sapere quando passa l’autobus se appendono gli orari dove nemmeno li si vede?
– Si figuri che io sono un metro e quarantanove. Quand’ero giovane ero più alta, ma ora che sono vecchia sono diventata piccola! Tutti mi danno della novantenne.
– Lei non sembra una novantenne, signora. Chi le dice questo?
– Beh, tutti. Me ne danno ottantacinque-novanta, invece ne ho settantadue. Proprio oggi.
– Davvero oggi è il suo compleanno? Auguri!
– Grazie cara, ma io sono testimone di Geova e noi non festeggiamo i compleanni. Apprezzo il pensiero, però.
– Ecco, sono arrivata. Mi può aspettare solo un minuto? Salgo a mettere quella cosa in freezer e scendo subito, è questione di un attimo.

– Cos’aveva da mettere in freezer, signorina? I gelati, per caso?
– Sì! Mi ero già fermata per un’altra commissione e con questo caldo temevo si sciogliessero.
– Se vuole le do io una bella ricetta del gelato fatto in casa.
– Grazie! Lei lo fa spesso?
– Lo facevo quando lavoravo come cuoca. Purtroppo non lo posso più mangiare per via del diabete.
– Mi dispiace.
– Oggi ho fatto quattro insuline. Stamattina avevo 192 di glicemia. Ah ah! Faccio sempre allarmare il medico con questa glicemia, ma so che nel corso della giornata un po’ si abbassa.
– Allora dovrà stare molto attenta a quello che mangia…
– Eh, dovrei. Faccio come posso. Mi vergogno un po’ a dirlo, ma è il comune che mi porta da mangiare. E quello che cucinano mangio. Ma non è male.
– Il comune?
– Quando c’era mio figlio andava meglio. Morendo mio figlio, sono rimasta con la mia pensione. Sa, io prendo quattrocentotredici euro al mese, duecento se ne vanno solo per l’affitto, e poi c’è l’elettricità.
– L’elettricità.
– Ma quanto costa l’elettricità! Centoundici euro l’ultima bolletta, e meno male che non ho la televisione, ché non l’ho proprio voluta!
– …
– Anche se mio figlio voleva farmela comprare. Era X. Si ricorda?
– …
– Chiedo se lo sa perché all’epoca la notizia l’avevano pubblicata sul giornale. È successo ad agosto, due anni fa. Si è buttato sotto il treno per via di una ragazza. Una delusione d’amore.
– …
– Ma non parliamo di cose tristi. Le spiego la ricetta del gelato. Allora, lei prende quattro tuorli d’uovo, cinque o sei cucchiai di zucchero, un bel cucchiaio di cacao in polvere…

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4 risposte a La ricetta del gelato

  1. Pietro ha detto:

    fa riflettere molto.

  2. Delia ha detto:

    Comprendere tutto ma non dar peso a nulla… quando si dice la leggerezza del vivere.
    Cioè l’accettazione.

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